Acqualatina S.p.a. replica all'articolo de "La Provincia" sul presunto malfunzionamento del depuratore di Amaseno

Marco Bravo, domenica scorsa, aveva scritto sulle pagine de "La Provincia" dello stato di abbandono in cui versa il depuratore di Amaseno, raccogliendo anche le molte lamentele dei cittadini. Pronta la replica di Acqualatina S.p.a., il gestore cui è assegnato il territorio del comune di Amaseno, che in una nota ufficiale sul proprio sito web scrive:

"Le dichiarazioni riportate nell’articolo in oggetto, secondo cui il depuratore di Amaseno sarebbe trascurato e non “idoneo a sopperire il fabbisogno del territorio”, sono assolutamente false e non trovano alcun fondamento nell’oggettività dei fatti. L’impianto, infatti, è stato costruito per soddisfare un’esigenza depurativa di circa 2mila abitanti equivalenti e non risulta affatto sottodimensionato, anche perché riporta un’ulteriore capacità depurativa residua di quasi 1.000 abitanti equivalenti. Peraltro, non risultano pervenute al Numero Verde aziendale lamentele da parte dei cittadini di Amaseno in merito a malfunzionamenti depurativi, come invece riportato nell’articolo. Sempre in merito alle dichiarazioni presenti nell’articolo, evidentemente infondate e prive di ogni verifica, è doveroso chiarire che quelle che vengono definite “vasche di decantazione piene di piante come fossero fioriere” altro non sono che letti di essiccamento dei fanghi di scarto, sui quali è naturale che nascano piante, a conferma che il sistema di essiccamento fanghi funziona in modo appropriato. Riguardo all’accusa secondo cui l’impianto risulta recintato e accessibile ai soli tecnici di Acqualatina S.p.A., invece, si precisa che le consuete procedure di sicurezza adottate su qualsiasi impianto, dotato di meccanismi in movimento, cabine elettriche e così via, impongono la limitazione degli accessi ai soli addetti ai lavori; ciò non vuol dire che le amministrazioni competenti non possano liberamente accedere per svolgere gli opportuni controlli. E proprio in riferimento ai controlli, si precisa che il depuratore di Amaseno è sottoposto a regime di autocontrollo in ottemperanza al D.Lgs 152/06 che prevede una specifica tipologia e frequenza di esami analitici in funzione del dimensionamento dell’impianto. Dalle analisi effettuate da inizio anno a oggi, il depuratore è sempre risultato conforme a quanto stabilito dalla normativa vigente in materia. Infine, la stessa Arpa Lazio, sezione di Frosinone, deputata al controllo degli scarichi, non ha, ad oggi, effettuato alcuna segnalazione né tanto meno sanzione amministrativa al Gestore per non conformità registrate sugli scarichi. Vanno assolutamente smentite, dunque, le dichiarazioni riportate nell’articolo in oggetto che, oltreché inesatte e infondate, risultano lontane dalla realtà operativa del Gestore e ne mettono in discussione i princìpi di onestà e trasparenza sulla base dei quali costantemente opera."

A giudizio di Acqualatina, quindi, e considerando anche le parole del Presidente Iannarilli di qualche giorno fa, Amaseno sarebbe uno dei comuni baciati dalla fortuna, avendo uno dei 9 depuratori funzionanti su 110 in provincia.
Dal canto suo, l'assessore all'Ambiente Antonio Como si è immediatamente attivato chiedendo lumi ad Acqualatina, la quale ha risposto con il comunicato e fornendo gli esiti degli esami e delle analisi effettuate nel corso del 2012 che confermerebbero quanto dichiarato dal gestore. Resta da chiedersi se sia così difficile e complicato per le amministrazioni dei diversi comuni, pubblicare le analisi che periodicamente i gestori debbono eseguire per legge.
Ammesso che tutti i protagonisti in gioco siano in buona fede, una cosa è certa: la gestione dell'acqua pubblica è frutto di una legge cervellotica, partorita da una classe politica inadeguata a tutti i livelli, incapace di gestire alcunché, a maggior ragione una risorsa fondamentale come l'acqua.

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