Il Sindaco di Amaseno esorta cittadini e politici alla partecipazione

Il sindaco di Amaseno, dott. Giannantonio Boni, dopo la Lettera Aperta ai colleghi sindaci di pochi giorni fa, torna ad esternare con una lettera indirizzata a cittadini (elettori), e politici e amministratori (eletti). Lo fa con una punta di sano fatalismo, firmandosi "Sindaco pro tempore di Amaseno", ed esortando eletti ed elettori a riprendere il normale dibattito politico, utile a rinsaldare la frattura, quasi insanabile, che si è creata tra il Popolo e coloro che devono deciderne le sorti.
Ecco il testo integrale:
Primum non nocere.

Il primo indelebile insegnamento ricevuto dalla mia Facoltà di Medicina è stato : prima di tutto non fare danno.
Quanto di sapiente in queste tre parole!
Il rispetto di una regola così semplice è d’obbligo in ogni attività, figuriamoci in quelle ove ogni atto può essere causa di modificazione degli eventi a venire, dal semplice manufatto artigianale al delicatissimo compito di insegnare, a quello ancor più nobile e per ciò più impegnativo e vincolante dell’amministrare e del disporre del potere di legiferare e di progettare il futuro di una comunità, non importa se regionale o nazionale.
Ebbene, mentre per tutti, dall’artigiano all’insegnante, dal professionista all’operaio esiste per legge naturale o scritta un percorso formativo che include di certo il principio premesso, ai politici di mestiere nessuna competenza viene richiesta, salvo una verifica sul campo che, spesso si scopre dopo il danno, essere coperto di cadaveri.
Viene di seguito considerare se sia più giusto condannare gli eletti o gli elettori, i primi per indegnità manifestata o i secondi per ignavia o ignoranza o connivenza (assolviamo i poveri di spirito anche se con diritto di voto).
E’ proprio nel disequilibrio numerico degli accusati la risposta? O forse nella specializzazione dei primi che in premessa abbiamo considerato non formati adeguatamente?
Della loro preparazione acquisita sul campo e del relativo diploma conseguito nelle urne sono però responsabili i secondi.
E’ urgente allora ristabilire il principio della priorità del non nocere.
E’ necessario che quanti hanno ancora a cuore il bene comune e la facoltà di essere ascoltati creando consenso e discrimine si scrollino di dosso la pigrizia che li ha cullati finora e si facciano testimoni, anche nel senso cristiano del martirio se necessario, del principio ispiratore di questo appello.
Perché anche restare a guardare significa nocere.
Mi rivolgo in più a quanti fanno dell’antipolitica la loro bandiera nascondendo la loro scarsa volontà, il loro disinteresse, il definitivo rifiuto dietro le colpe di altri, rei di aver tradito le loro aspettative, quali non dicono, se non partecipano.
Perché il non partecipare è nocere.
Chiedo a voi simpatizzanti di un qualsiasi partito di riprendere l’impegno a partecipare all’attività politica, per manifestare dalla base il dissenso o l’approvazione, per cercare di evitare illeciti morali e penali,per esporre bisogni e condividere priorità per far capire che non siete assenti.
Perché essere assenti è nocere.
Ed infine a voi dirigenti politici di rispettare il patto fra cittadini e politica, di comprendere l’importanza anche rappresentativa e mediatica del vostro incarico, di legiferare per il paese e non per corporazioni o peggio per voi stessi, di essere propositivi e vigilanti in opposizione senza concedere benefici per privilegi di parte, di riscoprire e ripercorrere la strada maestra indicata dai Padri Costitutori, affinchè ogni cittadino possa dire: io sono al governo del mio paese.
Perché il resto è nocere e noquit.

Dott. Giannatonio Boni

Sindaco pro tempore di Amaseno

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