Daniela Bianchi: "C'è bisogno di una rivoluzione culturale per ripensare le strategie del territorio"

Non c'è solo la Festa della Repubblica a riempire il 2 Giugno ad Amaseno, ma anche un importante convegno organizzato dalla Uimec Uil, dedicato alla valorizzazione e promozione dell'agricoltura a tutto tondo che poi, nel
nostro comprensorio, equivale a parlare in gran parte dell'allevamento bufalino, produzione di latte e sua trasformazione in mozzarella, latticini e formaggi.
Nella sala di rappresentanza di Palazzo Benedetti Panici, davanti ad una platea di imprenditori agricoli del settore bufalino e oleo olivicoli e semplici curiosi, relatori competenti e di alto profilo: il presidente nazionale di Uimec Uil, Alessandro Ranaldi, il responsabile per le province di Latina e Frosinone Fabrizio Neglia, Luigi Centauri del Capol Latina, i funzionari della Regione Lazio Piero Nardoni e Tarcisio Tullio, il consigliere regionale Daniela Bianchi e il primo cittadino di Amaseno, Antonio Como, accompagnato dal vicesindaco Luciano Pisterzi e dall'assessore Fabrizio Refice.
In apertura viene ripercorsa a grandi linee la genesi e l'evoluzione delle imprese agricole locali, cresciute in modo vertiginoso negli ultimi venti anni, alle prese con la profonda crisi economica attuale e le rinnovate esigenze dei mercati all'epoca della globalizzazione. Alla base di un rilancio economico del sistema agricoltura, ad Amaseno come altrove, c'è "l'approccio alle problematiche che deve essere completamente ripensato, una sorta di rivoluzione culturale, da cui ripartire", sono le parole di Daniela Bianchi, in prima linea, grazie al suo ruolo in regione, nel trovare soluzioni ai problemi che affliggono l'asfittica economia del territorio da troppi anni.
E allora non più finanziamenti distribuiti "a pioggia" alle singole aziende, ma un impegno strutturale che coinvolga l'intero territorio: progetti proposti dagli enti locali (comuni), e interventi finanziari mirati alla crescita di un determinato comparto con il parallelo sviluppo di infrastrutture, cultura e turismo per arrivare ad offrire tutti gli strumenti necessari per una vera e duratura crescita economica.

E' in questo contesto che assume un'importanza decisiva il ruolo delle amministrazioni comunali, in grado di individuare caratteristiche ed esigenze di un determinato territorio, considerato nella sua interezza, e di porsi come medium tra le istanze dei propri cittadini e ciò che l'ente regione può offrire per mettere in atto i diversi progetti. Tutto ciò, come detto, subordinato a una crescita culturale del singolo cittadino o dell'imprenditore, che dev'essere in grado di ampliare le proprie vedute ed offrire, oltre alle proprie competenze e capacità, la disponibilità alla condivisione, che possa far nascere realtà anche complesse come società e cooperative che abbiano le potenzialità per competere sui mercati.
Le linee guida emerse dal convegno sono abbastanza chiare: favorire la qualità, insistere sulla "filiera corta", che prevede produzione e trasformazione del prodotto nello stesso territorio, e offrire prodotti che abbiano una propria precisa identità e siano facilmente individuabili dai consumatori. Il resto spetta agli attori principali, gli agricoltori.

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